venerdì 16 maggio 2008

L'eco sensuale dell'Oriente

I capelli rigorosamenti raccolti dietro la nuca, con mollette e nastri di colori vivi a ricordo della tipica acconciatura a pesca delle giovani geishe giapponesi. Maniche larghe e bordate di pizzo. Abiti morbidi, stretti in vita da fusciacche e bustini a vista. Zeppe altissime che focalizzano l'attenzione sulla caviglia filiforme. Incarnato bianco cipria. Etereo e sexy allo stesso tempo. La moda donna della P/E 2008 subisce di nuovo il fascino dell'Oriente più estremo.

Il kimono è il capo di abbigliamento tradizionale più rivisitato dalla cultura Occidentale. Tutti i più grandi stilisti si sono confrontati con il kimono: da Ferrè a Versace, passando attraverso Armani. La perfezione immutata di un abito simbolico che resiste al tempo ha contribuito, insieme all'interesse globale per le culture orientali, al ritorno ciclico del kimono sulle passerelle europee e non.

Le soluzioni proposte per la P/E 2008 riprendono la tradizione orientale seguendo due filoni principali: la scelta di stoffe e stampe ispirate all'arte visiva nipponica e la presentazione della donna come geisha contemporanea, misteriosa fino a sfiorare l'ambiguità.

Alessandro Dell'Acqua trasforma il kimono in un tubino di seta fiorata. Da abito aristocratico, il kimono diventa qui un codice intrigante all day long. La particolarità della soluzione di Dell'Acqua è l'utilizzo di strisce di tessuto color carne per sottolineare la vita e il décolleté, trasmettendo l'immagine di una donna da scoprire.

Scervino, invece, opta per la ripresa della sensualità conturbante della geisha, trasformando il kimono in un abito corto, finemente bordato di pizzo a contrasto. Le maniche larghe e morbide ricadono su polsi di porcellana e contribuiscono a offuscare i confini che esistono tra kimono e sottoveste, città e stanza da letto. L'attenzione dell'osservatore ricade infatti sulle maniche che incorniciano la figura figura femminile e sulle gambe candide, slanciate da zeppe altissime. Una donna che si svela come un ventaglio, consapevole della sua seduzione.

Sensibile alla tradizione giapponese, Issey Miyake porta sulle passerelle occidentali il sapore puro dell'Oriente, stampando sugli abiti morbidi e drappeggiati sul corpo volti sbiancati di giovani geishe o paesaggi fioriti.

Lanvin compie il tentativo post-moderno di fondere l'Oriente allo spirito dark degli anni Ottanta, proponendo una geisha contemporanea. Il kimono, disegnato da Alber Elbaz, è rigorosamente di seta nera, drappeggiato in vita. Lucido come l'abito di una dark lady che ancheggia sinuosa in uno scenario cittadino da film noir. L'abito è abbinato a un paio di sandali fascianti, alti, neri anch'essi. Un look deciso, ad alto contenuto erotico.

Innovative, per ragioni opposte, le soluzioni proposte da Alexander McQueen e Antonio Marras. Il primo reinterpreta il kimono in chiave rock, proponendo un abito cortissimo e segnato in vita da un obi psichedelico nei toni del nero e del rosa shocking. Marras, invece, traduce il kimono in un'ottica zen, depurandolo da riferimenti erotici espliciti per esaltarne il lato funzionale.

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